Poésie

La sonettessa delle nuove vedute
Triste pietra miliare sul cammino
della nostra umanità, a volte
forse sbandata da visioni stolte,
di morte hai fatto un tremendo bottino.
L’uomo è sembrato tornare al mattino
dei suoi primordi, dalle menti incolte
e dalle idee di inesperienza folte,
da te costretto ad umiliante inchino.
Hai dato, lercio virus, una santa
lezione a chi si sente quasi un dio;
sarà capace di sciogliere il nodo,
lui che di tanto ingegno ognor si vanta,
prima che il tutto passi nell’oblìo?
E riflettendo e lavorando sodo
troverà adesso modo,
la scienza, di controbbatere il tiro
e di interrompere dei malanni il giro?
A questo ora si mira:
incamminarsi tra nuove vedute
per poter vivere in buona salute!
Giuseppe Circelli April 2020
Tutto andrà bene
Sei spuntato da oriente,
come il sole, per irradiare luce
funesta del nostro cosmo nei cieli.
Silente sei venuto
a lanciar frecce letali sull’uomo
e dargli in testa una buona batosta.
Il viso ben celato
sei arrivato senza farti vedere
a dirci quanto fragili noi siamo.
Hai gettato terrore
nei cuori, desolazione negli animi;
morte nel mondo, paura tra la gente.
Nel comune spavento
ci siam dati la mano, divenendo
d’un colpo: prossimo, amici, fratelli.
Eccoli lì solerti:
Medici buon samaritani, e brave
crocerossine a curare ferite.
Ora tocca alla scienza
trovar chi sei, caro coronavirus,
in modo da respingere il tuo attacco.
Per cantare vittoria
intoneremo da tutta la terra
un Te Deum di ringraziamento al cielo.
Adesso nell’attesa,
bandiere di ogni paese van formando
l’arcobaleno del “tutto andrà bene”!
Giuseppe Circelli April 2020
Memento homo
Peste, colera e morbi sconcertanti
hanno sconvolto l’uomo e il suo cammino
in terra; ma, quasi resuscitando
dalle sue ceneri, il genere umano
ha continuato a vivere ed il suo estro
creativo lo ha portato a fare passi
da gigante nell’ambito inventivo.
Esplora l’universo e vola e scruta:
si è spinto nello spazio quasi andando
a dar la mano a Dio…non curante
di quell’aria che ha,
purtroppo,inquinata.
Versando invano lacrime con Greta,
trascurata, la terra si ribella
ed anche la natura lo castiga
eruttando e diluviando in ragione
dei forzati cambiamenti climatici.
Padreterno quaggiù su terra, l’uomo
inventa, clona e crea vita in vitro,
dimenticando che non è che polvere.
Ma come nel passato, ancora adesso
arriva, quasi misteriosamente,
qualcosa di soppiatto a ricordargli
che è un essere di fragile natura.
È stato il coronavirus, stavolta,
a fargli una carezza sulla spalla!
Giuseppe Circelli April 2020
Ce la faremo
Cosa mai vuoi dall’uomo
Oscuro male che semini paura?
Resisteremo e irradieremo luce
Ove tu porti ombre, o coronavirus.
Non l’avrai vinta tu,
Anche se il tuo ferire è ben letale.
Viviamo giorni bui,
Intanto non molliamo:,
Ritornerà la gioia a riportar
Un sorso di speranza e di allegria
Su questa nostra beneamata terra!
Giuseppe Circelli April 2020
Io Donna
Io Donna
Sono una donna semplice e di sani principi,
inculcatomi dai miei genitori quanto ero piccolina
vivo giorno dopo giorno la mia vita è senza dar fastidio a nessuno
rispettando chi mi circonda senza giudicare e nemmeno criticare
Credo che non sono presuntuosa e nemmeno egoista
mi piace aiutare e un sorriso regalare
la mia vita è un fiume in piena che scorre all'infinito
nella gioia e nel dolore che sopporto con amore.
La mia vita è un libbro aperto colui che l'avrà letto
ha trovato amore gioia e poesie
sogni lacrime e sospiri
forse sono come un raggio di sole che illumina I giorni bui 
che con un sorriso vorrei far splendere un prato non fiorito
ho amato con amore sincero generoso
ho cresciuti I miei figli con I giusti valori
anche se le rughe mi solcano al viso
li porto con fierezza e armonia
il nome donna è scritto nelle stelle
che gloriose risplendono nel firmamento del cuore del mondo.
Porto il nome donna con amore ed orgoglio
Filomena Di Michele Paventi 09-06-2014
Rintocchi di campane
Dall'alto di una cupola rotonda
si spandono sonori a mezzogiorno,
nei campi e nelle valli tutt’intorno,
rintocchi di campane a voce fonda.
Segnandosi con fede assai profonda
riposo si concede pur quel giorno
il campagnolo. Ai campi fa ritorno
e sudore sulla sua fronte abbonda.
Romite, le campane del convento
invitano melodiche, al tramonto,
a dire un’Ave con raccoglimento.
È l'ora in cui la sera il contadino,
riposto del lavoro ogni strumento,
torna a casa per l'usuale cammino.
Giuseppe Circelli (1978)
Risveglio al Fosso a Basso
Già nella fresca calma del mattino
c'è chi saluta il sole al tuo paesello.
Lesto rimena ai campi, il contadino,
scanditi zoccolìi di somarello.
Riapre il negoziante il botteghino,
fiero va l'impiegato al suo sportello;
qualcuno mette in moto un furgoncino
e parte mentre stride un chiavistello.
Poi sento il fruttivendolo strillare
si dicono "buon giorno" le massaie
e liete riprendono a chiacchierare.
Ha già cantato il mattiniero gallo,
tornato è il bimbo alle sue cose gaie,
al mio e tuo risveglio al Fosso a Ballo.
Giuseppe Circelli (1976)



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