Poesia

Una Melodia per te
Per te scriverei la più bella poesia
inventerei la più bella melodia
la canterei cosi forte
la farei arrivare lassù
fra le stelle dove sei tu.
La tingerei di rosa
la scriverei con la penna del cuore 
ma quando sto per scrivere
la mia mano trema
e il cuore batte forte
Sento solo un'emozione in fondo al cuore
che soffoca il respiro
le parole non le trovo
ti canterei l'amore
che il mio cuore sente ancor per te.
Filomena Di Michele Paventi 26-12-2014
Io Donna
Io Donna
Sono una donna semplice e di sani principi,
inculcatomi dai miei genitori quanto ero piccolina
vivo giorno dopo giorno la mia vita è senza dar fastidio a nessuno
rispettando chi mi circonda senza giudicare e nemmeno criticare
Credo che non sono presuntuosa e nemmeno egoista
mi piace aiutare e un sorriso regalare
la mia vita è un fiume in piena che scorre all'infinito
nella gioia e nel dolore che sopporto con amore.
La mia vita è un libbro aperto colui che l'avrà letto
ha trovato amore gioia e poesie
sogni lacrime e sospiri
forse sono come un raggio di sole che illumina I giorni bui 
che con un sorriso vorrei far splendere un prato non fiorito
ho amato con amore sincero generoso
ho cresciuti I miei figli con I giusti valori
anche se le rughe mi solcano al viso
li porto con fierezza e armonia
il nome donna è scritto nelle stelle
che gloriose risplendono nel firmamento del cuore del mondo.
Porto il nome donna con amore ed orgoglio
Filomena Di Michele Paventi 09-06-2014
Rintocchi di campane
Dall'alto di una cupola rotonda
si spandono sonori a mezzogiorno,
nei campi e nelle valli tutt’intorno,
rintocchi di campane a voce fonda.
Segnandosi con fede assai profonda
riposo si concede pur quel giorno
il campagnolo. Ai campi fa ritorno
e sudore sulla sua fronte abbonda.
Romite, le campane del convento
invitano melodiche, al tramonto,
a dire un’Ave con raccoglimento.
È l'ora in cui la sera il contadino,
riposto del lavoro ogni strumento,
torna a casa per l'usuale cammino.
Giuseppe Circelli (1978)
Risveglio al Fosso a Basso
Già nella fresca calma del mattino
c'è chi saluta il sole al tuo paesello.
Lesto rimena ai campi, il contadino,
scanditi zoccolìi di somarello.
Riapre il negoziante il botteghino,
fiero va l'impiegato al suo sportello;
qualcuno mette in moto un furgoncino
e parte mentre stride un chiavistello.
Poi sento il fruttivendolo strillare
si dicono "buon giorno" le massaie
e liete riprendono a chiacchierare.
Ha già cantato il mattiniero gallo,
tornato è il bimbo alle sue cose gaie,
al mio e tuo risveglio al Fosso a Ballo.
Giuseppe Circelli (1976)



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